Impiego della tossina botulinica (BTX- A) nei disordini Temporo Mandibolari (DTM).

Per disordini temporo-mandibolari si intendono condizioni patologiche caratterizzate da dolore e disfunzioni a carico del sistema masticatorio. Le strutture coinvolte possono essere l’articolazione temporo mandibolare (ATM) o il complesso di strutture ad essa associata (sistema muscolo- tendineo).

Se la patologia è limitata alla muscolatura masticatoria siamo di fronte ad un disordine temporo-mandibolare mio-fasciale, se invece è interessata la sola ATM si tratta di un disordine temporo-mandibolare articolare (DTM); frequentemente tuttavia  i DTM sono a carico di entrambi, muscoli e articolazione,  in questo caso si definisce disordine temporomandibolare misto.

L’eziologia è di solito multifattoriale quindi, non è da ricercare in un’unica causa: traumi, aperture forzate o prolungate (sedute odontoiatriche o intubazioni per interventi), fattori genetici e ormonali, parafunzioni (bruxismo e serramento) singolarmente o associati, correlano i  DTM.

Il bruxismo costituisce un’entità parafunzionale dalle molteplici caratteristiche ; sembra essere correlato ai disturbi temporo-mandibolari ed è co-origine di sintomi quale il dolore miofasciale, lo spasmo muscolare e la limitazione all’apertura del cavo orale.

Nonostante esso sia causa di numerosi quadri clinici patologici, rimane tuttora di difficile gestione: un percorso terapeutico corretto dovrebbe fondarsi su una adeguata integrazione tra strategia comportamentale, dispositivi occlusali (bite) e farmaci ad azione centrale ( mio rilassanti).

Il comune denominatore di questi trattamenti è la riduzione del carico articolare impedendo così la degenerazione, agendo infatti sul sistema muscolo tendineo che la circonda. Trova particolare indicazione quindi nei DTM miofasciali e misti l’utilizzo, a dosaggi terapeutici, della tossina botulinica di tipo A (BTX-A),; quest’ultima infatti, per la sua alta affinità per le sinapsi colinergiche ed il conseguente blocco della placca motrice, causa un evidente rilassamento muscolare di natura periferica inoltre, grazie all’azione regolatoria sulla secrezione periferica di glutammato, sostanza P e calcitonina è attiva sul dolore di tipo neuropatico.

Alla data odierna la letteratura non ha però ancora individuato un chiaro protocollo di utilizzo, specificatamente per quanto riguarda dosaggi, sede e tempistiche di somministrazione.

Le sedi di iniezioni sono generalmente localizzate nel ventre anteriore del muscolo massetere, facilmente palpabile, ponendo attenzione ad oltrepassare gli strati sottocutanei e la fascia masseterina. Più complessa è la sede di iniezione nel muscolo temporale in cui è necessario evidenziare i decorsi medi di arteria temporale superficiale, vena temporale media e l’estensione media del tendine del muscolo temporale

REPERI INFILTRAZIONE TOSSINA BOTULINICA MUSCOLO MASSETERE

Generalmente la dose infiltrata di BTX-A è di 50 UI per lato (massetere e temporale)

L’analisi delle forze occlusali effettuata in numerosi studi presenti in letteratura scientifica, su pazienti trattati con iniezioni di tossina botulinica, iniezioni placebo e relativo gruppo di controllo, ha dimostrato una marcata e significativa diminuzione della massima forza contrattile masticatoria e un marcato e significativo aumento del tempo necessario per raggiungerla.

Tale diminuzione rimane pressoché stabile a distanza di 6 mesi dal trattamento, tempo teoricamente necessario a garantire la reinnervazione muscolare ed il ritorno ad una piena attività contrattile.

Da ciò ne risulta una riduzione della sintomatologia miofasciale lamentata dai pazienti, riducendo l’attività contrattile durante l’attività muscolare masticatoria ripetitiva (BRUXISMO) con benefici a carico del complesso articolare e dentale.

Quindi è fortemente indicata in tutti gli stati di parafunzione dove c’è il sospetto di un DTM muscolare e misto.

Key words: parafunzione, bruxismo, DTM, articolazione, tossina botulinica.

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